Google Analytics – Perché smettere di usarlo

Google Analytics
Come fare a meno di Google Analytics

Google Analytics – 3 motivi per smettere di usarlo

Sicuramente avrai sentito parlare un’infinità di volte di Google Analytics.
Avrai letto una serie allucinante di articoli sul dove inserire il codice e sul come utilizzare al meglio Google Analytics.

Nell’articolo seguente, quindi, ti spiegherò perché rimuovere Google Analytics dal tuo sito contribuirà a migliorarne il posizionamento SEO.

Per la prima volta, non prenderemo in considerazione la velocità né la user experience, concentrando la nostra attenzione sul performance grade.

Google Analytics – Caso pratico

PREMESSA DOVEROSA: SEOMagazine utilizza il CDN Cloudflare, è presente su SEOZoom ed ha tutti gli articoli indicizzati in Google Search Console. Per qualsiasi tipo di informazione, almeno per ora, mi avvalgo dei dati offerti da questi 3 tool.

Per questo test, ho utilizzato un articolo con un numero consistente di richieste, per evidenziare i cambiamenti al performance grade.

Dati di partenza: peso della pagina 855 KB, 22 richieste, tempo di caricamento 410 millisecondi e performance grade di 86.
Google AnalyticsIndice dell’articolo

Dove devo inserire Google Analytics?

Lo so, ho appena finito di scrivere che, in questo articolo, non avresti letto dove inserire il codice o roba simile. Nonostante la mole di informazioni in Rete, è difficile trovare articoli che spieghino in maniera efficiente dove inserire Google Analytics. Per farti apprezzare appieno l’articolo, quindi, sono costretto a farlo io.

Il mio obiettivo è farti smettere di usare Google Analytics nonostante sia inserito alla perfezione nel tuo sito.

Dove trovo il codice di monitoraggio di Google Analytics?

Accedi a Google Analytics e indica l’account del sito che vuoi monitorare.
Nella colonna di sinistra, in fondo, clicca l’ultima voce “Amministratore”. Ti si aprirà una pagina composta di 3 colonne. In quella centrale, la colonna “Proprietà”, clicca su “Informazioni sul monitoraggio” e, successivamente, su “Codice di monitoraggio”.

Quello che ti apparirà, sarà un codice identico a questo (al posto di “XXX”, ovviamente, avrai il tuo “ID monitoraggio”)

<!-- Global site tag (gtag.js) - Google Analytics -->
<script async src="https://www.googletagmanager.com/gtag/js?id=XXX"></script>
<script>
window.dataLayer = window.dataLayer || [];
function gtag(){dataLayer.push(arguments);}
gtag('js', new Date());

gtag('config', 'XXX');
</script>

Inserisci Google Analytics nel footer

Nella colonna sinistra del pannello di amministrazione di WordPress, porta il mouse su “Aspetto” e clicca su “Editor del tema”. Una volta entrato nella pagina “Modifica temi”, dalla colonna di destra “File del tema” apri “Piè di pagina del tema (footer.php)”.

Inserisci il codice di Google Analytics subito prima della chiusura dei tag body e html.

</body>
</html>

Ora che hai inserito in maniera perfetta il codice di Google Analytics, possiamo passare al livello successivo: smettere di utilizzarlo!!

Cloudflare Analytics

Tra i vari servizi offerti da Clouflare, c’è quello di analytics.

Nella pagina principale, clicca “Analytics” e puoi controllare i dati relativi all’ultimo mese, all’ultima settimana e alle ultime 24 ore. Dati che ti servono per controllare i visitatori unici, e le richieste ma anche le performance legate all’utilizzo di Cloudflare. Numeri essenziali per cercare di migliorare ulteriormente la velocità del tuo sito andando a lavorare sulla “Page Rules”.
overview cloudflare

Google Search Console

Un altro strumento interessantissimo che non ha certo bisogno di presentazioni è Google Search Console. Questo strumento ti offre la possibilità di seguire l’andamento delle singole pagine e delle keyword. Puoi osservare quali sono le pagine del sito più lette e da quale Paese proviene il traffico.

In pochi secondi, puoi anche vedere quali sono le parole chiave grazie alle quali hai catturato l’attenzione degli utenti. Puoi tenere d’occhio i tuoi progressi nella SERP e il posizionamento SEO utilizzando i dati che trovi in “Posizione media”. Tutto ciò senza che il tuo sito subisca rallentamenti o sia appesantito da qualche stringa di codice.

Google Analytics

Analisi sito in SEOZoom

Un altro strumento per misurare (eventuali) progressi del tuo sito, è SEOZoom.
Google AnalyticsOltre a vedere le keyword piazzate nella SERP e in quale posizione si trovano, puoi seguirne l’andamento nel tempo. Particolare attenzione merita anche la distribuzione delle parole chiave nelle varie pagine della SERP di Google.
distribuzione parole chiave

Conclusione

In questo articolo abbiamo visto 3 valide alternative a Google Analytics. Tutto ciò senza trascurare il contatore del template che utilizzi sul tuo sito.

Eliminando il codice di Google Analytics, ho ottenuto il seguente risultato.
Google AnalyticsCancellando un stringa di codice, ho diminuito le richieste del 20% e i tempi di caricamento del 25%. Tutto ciò ha inciso notevolmente sul performance grade di Pingdom Tools, schizzato da 86 a 91.

Se qualche passaggio di questo articolo non ti è chiaro o se hai suggerimenti, lascia un commento nell’apposito box che trovi qui sotto che, con molta fantasia, ho chiamato “LASCIA UN COMMENTO”.

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